Giornata Mondiale dell’Imprenditore: welfare, leadership e competitività

Il mondo del lavoro sta cambiando: emergono nuovi valori e nuove priorità e, con l’evoluzione della società, cambiano anche i bisogni delle persone. In questo scenario, il welfare diventa per le imprese una leva strategica per attrarre le risorse giuste, rafforzare la competitività e prendersi cura di chi lavora al loro interno.

In occasione della Giornata Mondiale dell’Imprenditore, che si celebra il 21 agosto, analizziamo perché integrare il welfare nelle scelte d’impresa significa esercitare una leadership attenta alle persone e alla capacità dell’organizzazione di crescere nel tempo.

La figura dell’imprenditore e l’importanza della leadership

Nel pensiero comune, l’imprenditore viene spesso associato soprattutto alla gestione economica e organizzativa dell’impresa. Il suo ruolo, però, comprende responsabilità più ampie: definire una direzione, orientare le scelte e contribuire alla cultura dell’intera organizzazione.

Che si tratti di una piccola impresa, in cui ruoli e responsabilità possono concentrarsi in poche persone, o di un’organizzazione più strutturata, la direzione indicata dall’imprenditore rimane decisiva. Le sue scelte incidono sul clima di lavoro e sugli strumenti messi a disposizione delle persone.

Essere imprenditori significa anche esercitare una leadership capace di motivare le persone verso obiettivi comuni. Riconoscimento, ascolto e attenzione ai bisogni contribuiscono a costruire un ambiente di lavoro più solido; al contrario, un clima negativo e la mancanza di ascolto possono alimentare insoddisfazione e incidere sulla produttività.

Gli ostacoli al welfare nelle piccole e medie imprese

Il welfare aziendale è cresciuto, ma la sua diffusione resta disomogenea: nelle imprese con meno di 50 dipendenti solo il 17% attiva piani volontari oltre il minimo contrattuale, contro il 75% delle realtà medio-grandi. A frenare le piccole imprese sono anche timori e difficoltà percepite. Secondo il report «Imprenditore Sereno 2026» di Riccardo Zanon, avvocato e consulente del lavoro, il 50,2% degli imprenditori teme che il welfare possa trasformarsi in un costo fisso e irreversibile, il 44,9% lo considera amministrativamente complesso e il 35,9% non conosce i vantaggi fiscali disponibili.1

Perché il welfare aziendale è una leva di competitività

Per gli imprenditori, comprendere il valore del welfare aziendale significa guardare oltre il singolo benefit e considerarne l’impatto sulla capacità dell’impresa di attrarre e trattenere le persone. Il focus «Giovani e lavoro» dell’Osservatorio GenerationShip 2025 mostra che, per i giovani tra i 23 e i 35 anni, il benessere fisico e psicologico e l’equilibrio tra vita privata e lavoro sono tra i valori ritenuti più importanti.2

È un segnale che rende sempre più rilevanti le politiche aziendali attente alla qualità dell’esperienza lavorativa. In questo scenario, il lavoro sostenibile comprende non solo stabilità e retribuzione, ma anche tutela del benessere, equilibrio tra vita privata e professionale e qualità delle relazioni: ambiti su cui il welfare può intervenire con servizi e strumenti capaci di rispondere a bisogni differenti.

Mettere le persone al centro, quindi, non è soltanto una scelta valoriale, ma una leva concreta di sviluppo e sostenibilità aziendale.

Per l’imprenditore, scegliere un welfare costruito sui bisogni reali delle persone significa rafforzare la capacità dell’organizzazione di ascoltare, attrarre e trattenere, contribuendo alla competitività nel tempo.

Fonti:

https://www.opstart.it/it/blog/giornata-mondiale-dell-imprenditore-esempi-rilevanti-le-loro-storie
https://www.peoplearepeople.it/2026/06/29/welfare-aziendale-il-paradosso-italiano-lanalisi-di-riccardo-zanon/ https://changes.unipol.it/wp-content/uploads/2026/01/Generationship-2025-Giovani-e-lavoro-Report-survey-15-luglio-Gennaio-2026.pdf

  1. Fonte: People are People, 29/06/2026, «Welfare aziendale, il paradosso italiano: l’analisi di Riccardo Zanon», dati dal report «Imprenditore Sereno 2026» di Riccardo Zanon. ↩︎
  2. Fonte: Changes Unipol, «GenerationShip 2025 – Giovani e lavoro», Osservatorio GenerationShip 2025, a cura di Kkienn Connecting People and Companies. ↩︎

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